Marialuisa Antonelli

Marialuisa Antonelli nasce a Viterbo nel 1994, frequenta l’Istituto d’Arte e successivamente si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo prima nella classe di Pittura e successivamente con una tesi in Grafica. Durante il suo percorso ha sperimentato differenti tecniche non rinunciando mai alla pittura ma intersecandola sempre con materiali non pittorici come lo stucco, il gesso la cera e il collage cartaceo. Si dedica anche alla xilografia e alla grafica digitale unita allo stop motion sperimentando la tecnica della realtà aumentata in relazione all’illustrazione.  Negli ultimi anni ha deciso di sperimentare nuovi procedimenti, i quali l’hanno condotta all’abbandono della pittura figurativa, lasciando spazio a nuove opere, in grandi serie, di natura geometrica realizzate perlopiù in campiture monocrome.

Alter-
ato

Mutato dall'esser suo.

L’ultimo lavoro di Marialuisa Antonelli vedrà luce nel nuovo laboratorio sperimentale d’ arte di Spazio Hangar, del quale Antonelli è co-fondatrice insieme alla curatrice Arianna Sera. Uno spazio nato per dare possibilità agli artisti di confrontarsi in una realtà condivisa che esorta alla ricerca critica del proprio lavoro e dalla quale possano emergere stimoli e percorsi nuovi.

Sarà una composizione di tre opere realizzate con materiali non pittorici  come il gesso, lo stucco e la cera. 

 

Il processo creativo parte da un disegno digitale per giungere alla struttura finale dell’immagine attraverso un percorso grafico irreversibile passando per programmi digitali i quali trasformano il disegno in materia alterata

Il concetto di alterazione nel lavoro di Antonelli agisce nella stessa misura nel corpo e nello spazio, si ottiene una mutazione formale che si deve adattare all’ ingombro della figura.

Sono forme che muovono lo spazio ma allo stesso tempo vengono alterate  coinvolte e deformate da esso, girovaghi incerti che procedono facendosi coinvolgere dalla materia e prendendo parte ad essa. 

Viene fuori un’immagine contraffatta, mutata dall’essere se stessa, nella quale è visibile il percorso di condivisione della superficie che produce un adattamento in virtù dell’ambiente, delle circostanze e dello spazio a disposizione.